Aquí estamos
Published on 06/04,2007

Finalmente Sydney.
Arrivo alle nove e mezza del 28 maggio, ma un piccolo contrattempo mi trattiene per circa due ore all'aeroporto. Dopo l'atterraggio, la signora dell'ufficio immigrazione incolla il visto sul mio passaporto, ma il suo inefficiente collega - credo trattasi di questurino australe -, nonostante mi lasci passare, dimentica incredibilmente di apporre il timbro d'ingresso. Così metto piede in Oceania, ma lo faccio praticamente da clandestino. Non che questo mi procuri particolari problemi di identità, anzi. Tuttavia non vorrei essere rimpatriato alla prima verifica dei documenti: quindi torno indietro, chiedo spiegazioni e dopo un'ora ottengo l'agognato timbro.
Per i primi giorni decido di sistemarmi nell'ultimo ostello dove avevo alloggiato due anni fa, subito prima di ritornare in Italia. Il Railway Square YHA - che sta per Youth Hostels Australia (Ostelli della gioventù australiani), dove tuttavia vengono accolti anche gli ormai non più giovani - si trova di fianco alla stazione centrale dei treni e alcune stanze sono ricavate in vecchi vagoni posizionati su un binario morto. L'ostello non è tra i più economici, ma è facile raggiungerlo dall'aeroporto e poi mi piace - nietzschianamente - iniziare questo viaggio dove era finito l'altro.
Gli accessi di narcolessia dovuti al fuso orario e al lungo viaggio in aereo appesantiscono i miei primi tre giorni di permanenza. Per di più, aquí in Austrambia è tutto ara 'mmersa, e ciò alimenta il mio disorientamento:
in cielo, la Croce del Sud al posto dell'Orsa Maggiore, i candidi e graziosi gabbiani in compagnia di policromatici pennuti esotici al posto dei ratteschi piccioni romani e l'aria tersa e respirabile anche se il traffico non manca; a terra, gli opossumi che scorrazzano di sera dinoccolati e paciosi nei parchi del centro, la gente che rocambolescamente mangia gli spaghetti o il riso camminando per strada - in una versione prosaica e postindustriale dell'aborigeno (d'Australia) creare cantando e camminando o dello zapatista camminare domandando -, la guida a sinistra, i tassisti indiani al volante col turbante, meno di mezza decina di scooter circolanti in tutto il centro di Sydney e i semafori che emettono un metallico suono di sgommata quando scatta il verde.
E nemmeno un ecclesiastico, di qualsivoglia ordine, per strada.
Tuttavia...
Austrambia, You're the reason I'm a-travellin' on
So don't think twice, it's all right...
Ps: dal prossimo post comincia l'aggiornamento in tempo più reale. Magna cum novitate.
Scusate il ritardo.
in cielo, la Croce del Sud al posto dell'Orsa Maggiore, i candidi e graziosi gabbiani in compagnia di policromatici pennuti esotici al posto dei ratteschi piccioni romani e l'aria tersa e respirabile anche se il traffico non manca; a terra, gli opossumi che scorrazzano di sera dinoccolati e paciosi nei parchi del centro, la gente che rocambolescamente mangia gli spaghetti o il riso camminando per strada - in una versione prosaica e postindustriale dell'aborigeno (d'Australia) creare cantando e camminando o dello zapatista camminare domandando -, la guida a sinistra, i tassisti indiani al volante col turbante, meno di mezza decina di scooter circolanti in tutto il centro di Sydney e i semafori che emettono un metallico suono di sgommata quando scatta il verde.
E nemmeno un ecclesiastico, di qualsivoglia ordine, per strada.
Tuttavia...
Austrambia, You're the reason I'm a-travellin' on
So don't think twice, it's all right...
Ps: dal prossimo post comincia l'aggiornamento in tempo più reale. Magna cum novitate.
Scusate il ritardo.
Ara 'mmersa= inversamente, al contrario.
White House, 4° June 2007
Hello Jason,
how are you?
But...you aren't in Rome! Oh, I'm very sorry!
On saturday I'll go to Rome! I want that you come with me to Benedetto's house, but you aren't!
The next time you must be in Rome, ok?
By Jason
ps: on saturday usual noglobal are in Rome, but no problem: I'm with Walter, Giorgio, Romano and Benedetto!
how do you say in italy? "Chi comitiva!".
Dear George,
no worries. I called Benedetto yesterday, after the solemn mass, and he told me that probably he won't be there 'cause he has made a date with Saint Little Faust in Paradise.
Ah... If you hear about a man called Pantheon, tell him to change the light bill (wich means "bolletta" in italian)
Yours sincerely,
Jason
ps: I see that your English is better than last year. My best compliments.
yes, i do. Lo dicevo a beneficio di altri lettori..... chiaramente.....
PROBLEMA TECNICO.
SE IL SISTEMA VI DICE CHE IL COMMENTO INVIATO DEVE ESSERE AUTORIZZATO DAL PROPRIETARIO, CIOE' ME MEDESIMO, NON PREOCCUPATEVI. LO FA ANCHE A ME.
PROVVEDERO' IO A RENDERE VISIBILI I COMMENTI INOPINATAMENTE CENSURATI.
C'E' UN PROBLEMA TECNICO, NON HO DECISO DI FARE LO STALIN DELL'AUSTRAMBIA.
VI ABBRACCIO SIEMPRE
ma anche i treni vanno a sinistra in Australia?
Ciao, sono un opossum dinoccolato e pacioso.
Ue Giova'
posso usare "dinoccolati e paciosi" in una mia prossima poesia?
Se qualcuno volesse vedere la mia effigie:
colonna di destra dell'homepage, cliccare album, poi australia, poi sydney e poi... eccomi qua.
Forse gli occhi rossi (colpa della macchina fotografica) non rendono bene la mia essenza paciosa... ma del mio essere dinoccolato nessuno dovrebbe dubitare.
Un marsupiale abbraccio.